Pubblicati i decreti attuativi della legge sull’impresa sociale
Gennaio 30, 2008 – 9:46 amIl Governo ha emanato, sul “filo di lana”, quattro decreti attuativi della legge sull’impresa sociale. Si completa così il percorso attuativo della normativa avviato con il decreto legislativo n.155/06. Il primo riguarda le modalità di determinazione dei ricavi delle imprese sociali, in modo da calcolare la quota del 70% derivante da attività di “utilità sociale”. Il secondo riporta le modalità di iscrizione delle imprese sociali nel registro delle imprese. Interessante, a tal proposito, il riferimento ai codici di attività ICNPO (International Classification of Nonprofit Organizations) raccordata alla tradizionale classificazione ATECO. Il terzo, forse il più atteso, contiene le linee guida per la redazione del bilancio sociale sotto forma di indicatori raccolti in cinque sezioni riguardanti, fra l’altro, la struttura organizzativa e di governo, gli obiettivi e l’attività dell’impresa. Rispetto ai tradizionali modelli di bilancio sociale si segnala, e non è una sorpresa, la proposta di indici attraverso cui rendicontare alcuni dei vincoli normativi, come ad esempio la non distribuzione degli utili e le forme di coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti. Infine, il quarto decreto contiene le norme a cui devono attenersi le imprese sociali riguardo a operazioni di trasformazione, fusione, scissione e cessione d’azienda.
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4 Responses to “Pubblicati i decreti attuativi della legge sull’impresa sociale”
Con il terzo decreto ministeriale si è pressoché concluso il processo di “standardizzazione” delle caratteristiche di contenuto e di forma del bilancio sociale. Dopo mesi di attesa e in maniera inaspettata, tutto sembra almeno in teoria chiarito dal Governo in materia di rendicontazione sociale. Possono dunque esultare coloro i quali auspicavano, da tempo, di raggiungere tale traguardo che getta le basi per la creazione di un unico comune denominatore di riferimento per le diverse esperienze volontarie. Ma cosa accade se guardiamo all’altra faccia della medaglia? Siamo certi che a quest’eccessiva regolamentazione del bilancio sociale non siano connessi dei rischi? Il timore, da una parte, è che l’imposizione di queste linee guida così dettagliate, più che supportare le imprese sociali nella stesura del bilancio sociale, possa costituire un forte motivo di impedimento alla libera sperimentazione; dall’altra si paventa uno spostamento dell’attenzione - dei redattori del nuovo strumento di accountability - dagli aspetti sostanziali della rendicontazione a quelli meramente formali di rispetto di quanto chiesto dalla legge. In altre parole, la preoccupazione principale è che la redazione del bilancio sociale, a causa dei numerosi vincoli sopraggiunti con il decreto, sia concepita dalle imprese sociali come uno dei tanti oneri amministrativi cui adempiere, o meglio come uno degli ennesimi “vincoli imposti dall’esterno”, piuttosto che come “un’opportunità per la propria crescita ed il proprio miglioramento”.
Melania Verde
By Melania Verde on Gen 31, 2008
La prima sensazione (prendetela così!) leggendo il terzo decreto (quello sul bilancio sociale) non è molto positiva.
In Italia gli interventi normativi finiscono spesso, se non sempre, per far gravare sulle spalle di cittadini ed imprese compiti sempre più complessi e gravosi e per aumentare la mole di carte (o file) prodotte da costoro e conservate (forse) in qualche armadio o computer di enti diversi. Non sono contro la produzione di documentazione in sé, ma contro un impostazione che traduce in “prodotto cartaceo” percorsi e processi anche innovativi. Sinceramente il decreto sulle Linee guida per la redazione del bilancio sociale”, a mio parere, si muove totalmente in questa direzione: non una parola sui processi di redazione del bilancio sociale, ma una elencazione di una struttura di sezioni e punti da trattare che, a prima vista, mi sembra molto pesante e troppo gravosa per imprese sociali piccole e, forse, anche medie.
By marco musella on Feb 1, 2008
Non sono d’accordo con quanto sostiene Musella. Il decreto sul bilancio sociale mi pare tenere bene in equilibrio le esigenze di trasparenza e informazione con quelle di complessità organizzativa ridotta delle imprese sociali. Anzi, mi sono stupito dell’enfasi posta sulla partecipazione. E ricordiamoci di quanto questo tassello fosse stato derubricato nella legge!
Il vero nodo e’ nella applicazione. C’e’ da auspicare che le procedure telematiche richiamatae dal decreto siano a breve veramente tali, per non ritrovarci tutti sotto un mare di carta…allora si’ sarebbe tutto inutile.
By Mariano Palmese on Feb 29, 2008