Cantiere Workshop

Luglio 13, 2009 – 8:57 am


L’innovazione è il tema guida della VII edizione del Workshop nazionale sull’impresa sociale. L’obiettivo è di riconoscere e di mettere a confronto le molteplici esperienze di imprenditorialità sociale che hanno avviato concrete azioni di cambiamento non fini a se stesse o legate a vantaggi contingenti, ma riconducibili ai più generali obiettivi di mutamento sociale che sono all’origine della loro mission. L’innovazione è dunque un fattore strategico che risponde a una sfida cruciale per le imprese sociali: legittimarsi come nuova forma istituzionale della comunità attraverso il rafforzamento e qualificazione della gestione interna in un rapporto di interazione sempre più aperto alle sollecitazioni e alle opportunità del contesto socioeconomico e politico. Per realizzare questo obiettivo Iris Network ha lanciato un bando - aperto fino al 30 luglio - per consentire alle imprese sociali di segnalare buone prassi innovative che saranno attivamente coinvolte nei lavori del Workshop nazionale.


L’impresa sociale su Nova

Luglio 9, 2009 – 8:13 am

L’inserto su ricerca, innovazione e creatività in edicola oggi con Il Sole 24 Ore è quasi interamente dedicato all’impresa sociale e al terzo settore. In copertina il caso del consorzio In Concerto di Castelfranco Veneto. All’interno altre storie d’impresa e approfondimenti su temi “di frontiera” come l’utilizzo delle tecnologie digitali nei servizi di welfare. A breve vengono annunciati ulteriori contributi sul web. Tenete d’occhio questa pagina.


Le parole del Colloquio: la tavola rotonda

Luglio 3, 2009 – 7:39 am


L’innovazione attraversa anche l’impresa sociale. Dopo lo sforzo in senso definitorio e regolativo che ha caratterizzato la produzione scientifica e normativa negli ultimi anni - e che in Italia ha portato all’approvazione di una legge (n. 118/05) in fase di stentata applicazione – si sta aprendo una nuova fase dove oggetto di attenzione sono i driver del cambiamento. Di questo si sta discutendo in questi giorni a Trento nell’ambito di due convegni: il Colloquio scientifico e la Conferenza internazionale sull’impresa sociale organizzati da Emes e Iris Network (le reti europea e italiana dei centri di ricerca sull’impresa sociale) con il sostegno di Euricse la nuova fondazione per la ricerca sulle imprese cooperative e sociali. “Sono almeno tre le direttrici dell’innovazione – afferma Marco Musella dell’Università Federico II di Napoli - che coinvolgono i mercati – chiave dell’impresa sociale: output, lavoro e finanziario”. Rispetto ai beni prodotti vi è una chiara tendenza ad aprirsi verso settori caratterizzati da una presenza significativa di soggetti nonprofit con scarsa valenza (e consapevolezza) imprenditoriale - cultura, ambiente, ecc. - piuttosto che dalla competizione con soggetti pubblici e for profit (sanità, educazione). Ciò richiede di agire non solo sul contenuto dei prodotti, ma su dimensioni di valore, come il carattere relazionale, che rimandano a particolari posizionamenti nel mercato, ma anche alla capacità di attrarre risorse di altra natura (donative, non economiche, ecc.) che opportunamente combinate contribuiscono a definire un inedito – e difficilmente replicabile – modello di sostenibilità imprenditoriale. Nel mercato del lavoro la sfida principale consiste invece nel saper accumulare un capitale umano professionalmente competente ma anche ricco di cultura civica e valori solidaristici, attraverso uno specifico modello di “relazioni industriali” capace di remunerare anche con benefici di tipo extraeconomico strutture motivazionali così complesse. Sui mercati finanziari, a cui le imprese sociali si affacciano attraverso soggetti specialistici ma anche operatori “generalisti”, si gioca invece la possibilità di disegnare traiettorie di sviluppo di medio lungo periodo e di patrimonializzare gli investimenti a favore di comunità locali e gruppi sociali che rappresentano i principali fruitori dei beni di interesse collettivo prodotti da queste imprese. Un caso tipico è la ristrutturazione e la destinazione a nuove forme d’uso di “community assets” (strutture di enti religiosi, beni confiscati alle mafie, proprietà immobiliari di fondazioni d’impresa) per dar vita ad attività di turismo sociale, cure di lungo periodo per persone disabili, attività agricole per l’inserimento al lavoro di persone ex carcerate e così via. Su questi temi si incentra l’interesse di una comunità scientifica sempre più vasta e diversificata. Alle conferenze trentine sono 200 ricercatori provenienti da oltre 36 paesi. L’impresa sociale è sempre meno eurocentrica e più aperta a contributi provenienti da contesti economici e sociali – come il sud est asiatico e l’africa - radicalmente diversi da quelli in cui il concetto è stato elaborato ormai una trentina d’anni fa. Ed inoltre cambiano anche gli approcci: non solo studiosi di economia sociale e nonprofit, ma anche rappresentanti delle business-school che affrontano il tema secondo l’ottica manageriale dei casi di eccellenza e della misurazione delle performance. “L’impressione – sostiene Carlo Borzaga, animatore dell’evento trentino - è di un complesso di conoscenze teoriche ed empiriche che con un ulteriore sforzo di elaborazione e sintesi può accettare la sfida, posta dalla congiuntura attuale, di proporre una realistica ridefinizione dei fondamentali del sistema economico e sociale, aprendo finalmente un varco nel dualismo stato – mercato che, su entrambe i fronti, ha manifestato evidenti fallimenti”. Ciò richiede – aggiunge Giulio Ecchia dell’Università di Bologna – che l’imprenditoria sociale sia portatrice di una nuova teoria del valore, sostanziandola attraverso un adeguato sistema di accountability frutto di un lavoro multidisciplinare”.


Le parole del Colloquio: la sessione di apertura

Luglio 1, 2009 – 9:59 am

Breve sessione di apertura, ma poco di circostanza e con molti spunti. Ecco alcuni stralci. Gianluca Salvatori (Euricse): “il mainstream è morto (…) oggi la ricerca deve saper dialogare con contesti e soggetti molto più diversificati che nel passato per questo occorre rinnovare il lessico dell’impresa sociale allargandolo e qualificandolo” e ancora “la congiuntura attuale mette sotto pressione le organizazzioni come le imprese sociali e le cooperative perché le sfida a dimostrare il carattere alternativo del proprio modello”. Aggiunge Marco Musella: “il Colloquio fin qui ha garantito la massima apertura ai contributi, perché crediamo nel valore della multidisciplinarietà, riferito ad un oggetto di studio ancora emergente come l’impresa sociale”. Sui contenuti dei paper: “ci sono aree ormai consolidate - come i contributi teorici e gli studi sul capitale umano e ambiti inediti come lo studio dei processi di innovazione  e le analisi sul ruolo delle imprese sociali nelle dinamiche dello sviluppo locale”…


Arriva La Repubblica

Giugno 19, 2009 – 3:00 pm

Era forse il quotidiano nazionale più impermeabile ai temi dell’impresa sociale e del settore nonprofit in generale. Ora però pubblica un articolo che sintetizza i dati del Rapporto di Iris Network presentati in anteprima lo scorso19 maggio a Roma.


Il Workshop nell’anno europeo della creatività e innovazione

Giugno 19, 2009 – 2:42 pm

L’edizione 2009 del Workshop nazionale sull’impresa sociale è stata inserita fra gli eventi nazionali che caratterizzeranno l’anno europeo dedicato alla creatività e all’innovazione. Un riconoscimento che ci stimola ulteriormente nella campagna per la segnalazione di buone prassi innovative promosse e gestite da imprese sociali. Per farlo basta scaricare il bando e la scheda informativa nel sito di Iris Network. Vi aspettiamo numerosi a Riva del Garda il prossimo 10 e 11 settembre!


Tutte le strade dell’impresa sociale portano a Trento?

Giugno 15, 2009 – 10:03 am

Ormai ci siamo. Dal primo al quattro luglio si svolgerà a Trento quello che si preannuncia come il principale evento scientifico culturale dell’anno in materia di impresa sociale. Aprirà i lavori la terza edizione del Colloquio scientifico annuale sull’impresa sociale di Iris Network e, a seguire, la seconda Conferenza internazionale sull’impresa sociale organizzata da Emes, Euricse e dallo stesso Iris Network. E’ soprattutto quest’ultimo evento a sollecitare maggiore attesa, se non altro perché la prima edizione si tenne, sempre a Trento, ben otto anni fa. Cosa è cambiato da allora? Guardando anche solo alla lista dei partecipanti emerge, da un lato, il carattere sempre meno eurocentrico degli studi - e delle prassi - sull’impresa sociale. Si tratta di una constatazione molto semplice ma dalle implicazioni altrettanto consistenti, ad esempio per quanto riguarda i fattori e le politiche che possono sostenere l’affermazione di questo fenomeno in contesti socio economici radicamente diversi da quelli che, ormai oltre trent’anni fa, hanno visto la nascita delle prime esperienze pioniere (in Italia in particolare). Un’ulteriore constatazione riguarda invece la strutturazione dei principali filoni di ricerca e riflessione teorica e con essi le caratteristiche assunte dalla sempre più ampia comunità scientifica che individua nelle organizzazioni private che producono beni di interesse collettivo il suo principale oggetto di interesse. Guardando all’edizione del 2001 l’impressione oggi è di trovarsi di fronte ad una sempre più accentuata tendenza alla diversificazione degli approcci. Se ne riconoscono almeno quattro: il primo di tipo “istituzionale” volto a cogliere le caratteristiche definiscono l’impresa sociale come attore organizzativo sui generis non riconducibile a fenomeni più o meno recenti e contigui in termini di mission, settori di attività, forme di regolazione, ecc. Il secondo è maggiormente interessato ai processi di auto-organizzazione delle comunità e della società civile in quanto fattori generativi di iniziative imprenditoriali che sono alternative ai modelli mainstream nei prodotti, nelle culture e nelle forme di gestione. Il terzo approccio vede l’impresa sociale come un nuovo stato evolutivo delle forme classiche dell’economia sociale (cooperative, mutue, associazioni), secondo una logica dello sviluppo di tipo incrementale. Infine il quarto esplora le interazioni tra impresa sociale e fenomeni quali la responsabilità sociale delle imprese e le nuove forme di filantropia ben rappresentate dalla figura del social entrepreneur. In definitiva, si può sostenere che “Trento 2009″ rappresenterà un momento cruciale, ma non unitario. Tutti questi approcci e prospettive saranno infatti rappresentate (con un’enfasi sulla prospettiva istituzionalista che contraddingue alcuni dei promotori della Conferenza), ma saranno anche altri eventi (come questo) a fornire risposte a quella che oggi pare essere la questione di fondo del dibattito. L’impresa sociale ha raggiunto una rilevanza e legittimazione (anche a livello conoscitivo) tale da poter aprire una nuova fase del suo sviluppo? Se nei primi anni 2000 l’identità era il tema di fondo per un soggetto emergente (non a caso il principale prodotto di Emes fu, all’epoca, una definizione), oggi è necessario porre le basi per diversificare le espressioni di una forma imprenditoriale chiamata confrontarsi in modo strutturato con le altre soggettività istituzionali della società contemporanea. Se però mancano, anche nei contributi scientifici, elementi di certezza rispetto alle caratteristiche costitutive, il rischio è che l’impresa sociale si dissolva, o mantenga la sua esistenza solo all’interno di nicchie (territoriali, settoriali, ecc.) che, nei fatti, impediscono un completo dispiegamento delle sue potenzialità di innovazione sociale.


L’impresa sociale c’è. Ed è una rivoluzione culturale

Maggio 21, 2009 – 7:51 am

20mila imprese, 300mila addetti, 10 miliardi di giro d’affari. Sono queste le cifre dell’impresa sociale in Italia presentate da Iris Network nel corso di un seminario organizzato con Unioncamere e che ha anticipato l’uscita della prima edizione del Rapporto (*) che delinea l’identikit di quelle organizzazioni imprenditoriali che, senza scopo di lucro, producono beni e servizi in vista di obiettivi di interesse generale. “E’ un nuovo modo di fare impresa - ha affermato Carlo Borzaga presidente di Iris Network - per cui è necessario promuovere la nuova regolazione normativa, ma nella consapevolezza che serviranno tempi lunghi. In ballo c’è un vero e proprio cambio di cultura, sia dei soggetti nonprofit che delle forme tradizionali d’impresa“. Per questo è necessario coalizzare tutti gli attori che investono sullo sviluppo dell’impresa sociale. “L’obiettivo è di dar vita a una coalizione dell’impresa sociale - insiste Franco Marzocchi, presidente di Aiccon, uno dei 35 soci della rete Iris - che sia trasversale a schieramenti e rappresentanze. Non esiste un monopolio, ma la consapevolezza che l’impresa sociale è un innovativo pezzo di made in Italy che ci deve vedere protagonisti anche a livello internazionale“.Particolarmente rilevante lo spaccato (*) presentato dall’Osservatorio ISNE, in partnership scientifica con AICCON, che analizza periodicamente un panel di 400 cooperative sociali: rispetto al 2008 sono sensibilmente aumentate le risposte a favore di questa nuova forma imprenditoriale e di quanti stanno valutando l’opportunità di assumere la forma giuridica.”Il Forum del Terzo settore valuta positivamente questa nuova forma giuridica che va a completamento del terzo settore italiano ed è un grande stimolo a innovare e rinnovare - ha sottolineato Andrea Olivero. In questo momento di ripensamento più generale l’impresa sociale può essere il soggetto che più di tutti può aiutare a rafforzare il dialogo tra mondo profit e nonprofit. Fa vivere il terzo settore come soggetto propositivo sul quale si possono anche immaginare strategie nuove di occupazione e su cui si può chiedere un investimento straordinario per un suo radido sviluppo”. Unioncamere, nella persona del Vice segretario generale Claudio Gagliardi ha lanciato la proposta di un tavolo che affronti con tutte le parti coinvolte le tante sfaccettature di questo nuovo soggetto imprenditoriale. Al seminario si sono registrate significative adesioni: oltre alle più importanti organizzazioni di rappresentanza del settore (Federsolidarietà - Confcooperative con la Presidente Vilma Mazzocco, Legacoosociali - Legacoop con la Presidente Paola Menetti) anche ACRI con il Direttore Generale Stefano Marchettini, Banca Prossima rappresentata da Marco Ratti ed importanti soggetti istituzionali come l’Intergruppo parlamentare sulla sussidiarietà e l’Agenzia per le Onlus. Fra le iniziative concrete che si avvieranno a breve una campagna informativa sull’impresa sociale interna a Confcooperative e la pubblicazione di guide alla costituzione di imprese sociali presso alcune importanti Camere di commercio come quella di Roma. Appuntamento a settembre per la presentazione del Rapporto.

(*) disponibili sul sito www.irisnetwork.it

Hanno parlato del seminario:

http://www.unita.it/newsansa/33066/impresa_sociale_sono_quelle_con_veste_giuridica

http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2009/05_maggio/19/impresa_sociale_ne_sono_nate_501,19212667.html

http://www.nonprofitonline.it/eventi/detail.php?back=ccs&id=3787

http://www.aiccon.it/index.cfm

http://www.consorziosolaris.it/index.html

http://www.dire.it/HOME/tutta_unaltra.php?c=21108&m=3&l=it

http://www.labitalia.com/articles2/Italialavoro/26652.html

http://news.google.com/news/story?ncl=http://www.consorzioparsifal.it/notizie.asp?id=3077&hl=it

http://www.pmi.it/lavoro-e-imprenditoria/news/4982/imprese-sociali-501-in-italia.html

http://www.nonprofitonline.it/tid/4804695

http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2009/05_maggio/19/impresa_sociale_ne_sono_nate_501,19212667.html

http://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=ansa&id=219544

http://it.biz.yahoo.com/19052009/2/impresa-sociale-ne-nate-501.html

http://www.borsaitaliana.it/borsa/area-news/news/ansa/dettaglio.html?newsId=125852

http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=12642

http://beta.vita.it/news/view/92060

 


Le camere di commercio virtuose: Roma

Maggio 14, 2009 – 3:43 pm

Riprendiamo dopo qualche tempo la rilevazione sulle camere di commercio che hanno avviato iniziative informative e promozionali sull’impresa sociale. Segnaliamo il caso della camera di Roma che ha pubblicato una vera e propria guida alla creazione dell’impresa sociale. Il volume sarà presto disponibile on-line. Nel frattempo verranno distribuite copie cartacee in occasione del seminario organizzato il prossimo 19 maggio da Iris Network dove verranno anticipati e discussi i principali contenuti del Rapporto sull’impresa sociale. Maggiori informazioni su questo ultimo evento nel sito di Iris.


Ecco il libro bianco

Maggio 6, 2009 – 1:40 pm

Dopo un certo periodo di attesa è stato presentato oggi il libro bianco “La vita buona nella società attiva” sul futuro del sistema di welfare italiano. Buona lettura.