Processi di differenziazione e processi di innovazione delle imprese sociali

Il progetto si propone di individuare le differenti modalità secondo le quali si struttura l’innovazione nelle cooperative sociali. Se la cooperazione sociale di per sé si è presentata come un fenomeno innovativo nei sistemi di welfare e nella produzione di servizi sociali negli anni ’90, il fenomeno sembra ritrovare oggi una nuova spinta innovativa, generata dalla necessità e volontà delle cooperative sociali di rendersi più autonome e di meglio rispondere agli specifici bisogni dei cittadini.
La ricerca vuole indagare le diverse modalità in cui l’innovazione si struttura, distinguendo quindi tra innovazioni di prodotto, di progetto, di settore, rispetto alle categorie di utenti serviti, attraverso la somministrazione di questionari ed indagini frontali. L’indagine permetterà inoltre di individuare cause e conseguenze dell’innovazione, con l’obiettivo conclusivo di descrivere lo spazio di azione di queste organizzazioni, la loro capacità di rendersi autonome e competitive sul mercato e l’intermediazione delle reti di imprese sociali nel sostenere l’innovazione nel settore.

 

Coordinatore: Luca Fazzi, Università di Trento 
Ricercatori: 3 ricercatori experienced 
Partner: Università di Napoli Federico II, Università di Trento 
Stato del progetto: in corso, avviato nel 2010
 

 

Presentati i primi risultati

(ANSA) - ROMA, 16 NOV - Il 32% delle cooperative sociali italiane è in crescita, un dato nettamente superiore a quello delle aziende non cooperative. Lo afferma una ricerca dell'European Institute on cooperative and social Enterprise (Euricse) presentata dalla Confcooperative in un convegno con il quale festeggia il ventesimo compleanno della cooperazione sociale italiana, istituzionalizzata con una legge del 1991. I lavoro di 'Noi welfare' tracciano un bilancio della storia dell'organizzazione fino al traguardo di 5 milioni di cittadini, 6 mila realtà produttive e 230 mila persone occupate con cambiamenti radicali anche sul fronte dell'innovazione. Oltre 60% delle cooperative sociali infatti, ha realizzato negli ultimi tre anni attività innovative e l'80% ha ricavato vantaggi economici dai processi innovativi adottati, secondo il sondaggio realizzato da Euricse su 400 dirigenti delle cooperative sociali di Conf cooperative-Federsolidarietà. Tra le cooperative che innovano, il 37% ha sviluppato nuovi servizi, il 28% ha individuato nuovi utenti e il 60% ha attuato misure di miglioramento organizzativo interno. Il 59,7% delle cooperative sociali copre nuovi rischi, che risultano scoperti dal welfare 'istituzionale'. A seguito dei tagli lineare alla spesa pubblica infatti, è dedicato ai servizi sociali di sanità e previdenza il 26% del Pil e le cooperative si sono evolute in un'ottica di 'innovazione totale' per rispondere ai bisogni delle persone che non rientrano nel welfare tradizionale e si trovano in difficoltà a seguito di perdita del posto di lavoro o di separazioni familiari. In quest'ottica di innovazione totale molte organizzazioni hanno sperimentato percorsi nuovi per l'erogazione di servizi dalla sanità leggera al sostegno alle famiglie, dalla riqualificazione urbana fino al turismo sociale e allo sviluppo locale.