Facts&Comments 2|2013

Data: 
Ven, 27/09/2013
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Euricse Facts & Comments


Multistakeholdership reloaded
Come rilanciare il progetto di coinvolgimento e condivisione dell'impresa sociale

Relazione introduttiva all’XI Workshop sull’impresa sociale di Iris Network | 12-13 settembre 2013
Fin dalla nascita, la cooperazione sociale essa si è caratterizzata per essere impresa che non solo produceva beni ad alto contenuto relazionale - cosa che caratterizza tutte le istituzioni che erogano servizi alla persona – ma per basare la sua forza sulle relazioni e la sua capacità di includere (spesso anche se non necessariamente sempre) portatori di interesse diversi, in particolare lavoratori e volontari, ma molto meno gli utenti (eccetto che nelle cooperative sociali di tipo b)), anche a seguito del prevalere, soprattutto nelle fasi iniziali di sviluppo, di una utenza con svantaggi elevati.
Solo due dati:
a. le cooperative sociali sono nate senza o con poche risorse finanziarie, e spesso senza garanzie di sostegno pubblico, perché in grado di mettere a valore le relazioni. Secondo le nostre ricerche  51% delle cooperative sociali sono nate da gruppi di persone con comuni ideali, l’8,4% da preesistenti associazioni. Ciò che legava queste persone era la conoscenza diretta (36%), l’amicizia (24%) o la comune partecipazione ad associazioni o a gruppi religiosi (25%);
b. nella prima indagine sulla cooperazione sociale (1986) delle 253 cooperative intervistate (il 44% del totale rilevato), l’87% era composto sia da soci volontari (in maggioranza) che da soci lavoratori. I volontari erogavano il 15% del monte ore totali, ma avevano un livello di istruzione decisamente superiore a quello dei soci lavoratori. Sono stati quindi i volontari la risorsa che ha consentito lo start-up della cooperazione sociale.
Queste caratteristiche, in particolare la seconda, ci sono parse immediatamente innovative rispetto a un contesto culturale e normativo che non solo favoriva ma costringeva le imprese (tutte le imprese, compresa la cooperativa) ad avere una sola tipologia di proprietari (ben definita, con poche eccezioni, chiusa verso l’esterno) e a regolare le relazioni con tutti gli altri portatori di interesse attraverso contratti o transazioni di mercato. Oppure attraverso rigidi regolamenti, nel caso delle unità di offerta pubbliche. In queste ultime in verità vi erano stati dei tentativi di coinvolgere gli utenti anche nella gestione (come nelle Unità Sanitarie Locali e nei consiglio scolastici), ma senza successo e quindi ben presto abbandonati.
Ci siamo allora chiesti le ragioni di questa innovazione e ci siamo interrogati sulle sue conseguenze e sulla sua sostenibilità...

Leggi l'intera relazione introduttiva del professor Carlo Borzaga presentata in occasione dell'apertura dell'XI Workshop sull'Impresa Sociale "Il valore delle relazioni. Coinvolgere per innovare" organizzato da Iris Network.
Leggi l'articolo su Vita.it.
Leggi l'articolo su Avvenire.

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